Natale e Capodanno senza neve su gran parte dell’Appennino, qualche possibilità per l’Epifania Stampa E-mail
La stagione autunnale è stata caratterizzata dalla debolezza del Vortice Polare che ha condizionato soprattutto i mesi di ottobre e novembre, abbastanza dinamici sia come temperature ma soprattutto come episodi precipitativi. Le ipotesi per l’inizio inverno da noi formulate nel mese di novembre si basavano, erroneamente, sul protrarsi di tale situazione, nettamente diversa rispetto a quanto avuto durante la stagione autunnale del 2015. Ci attendevamo un dicembre abbastanza dinamico, non proprio freddo ed instabile, ma con buone probabilità di avere alcuni impulsi perturbati, anche a carattere freddo, in grado di mantenere le medie termiche e pluviometriche prossime alla norma. Tutto ciò è andato perdendosi a causa di un rapido raffreddamento e ricompattamento del Vortice Polare con notevole diminuzione delle oscillazioni della corrente a getto e conseguente riduzione delle discese di aria fredda artica verso le medie latitudini a favore di una sempre maggiore invadenza degli anticicloni sui settori euro mediterranei. Anche quelle due o tre irruzioni di aria fredda artica che hanno interessato il continente europeo, proprio grazie ad una prevalente circolazione anticiclonica sui settori euro mediterranei centro occidentali, hanno finito per interessare direttamente l’Europa orientale e solo piuttosto marginalmente l’Italia. Tutto ciò si è tradotto nella quasi totale assenza di precipitazioni e di neve al suolo sulle Alpi orientali e lungo l’Appennino, solo i settori alpini centrali e soprattutto occidentali sono ben innevati, grazie ad un episodio nevoso abbastanza intenso ad inizio mese e qualche altra nevicata negli ultimi giorni con correnti sud orientali “orograficamente” favorevoli.
Tale situazione è destinata a protrarsi ancora per alcuni giorni, probabilmente fino ad inizio gennaio 2017, il Vortice Polare infatti resta in fase di raffreddamento e si presenta piuttosto compatto. Quindi se si escludono circolazioni depressionarie secondaria a carattere freddo con correnti orientali provenienti direttamente dalla steppe russe, molto improbabili, o contenute ondulazioni nord atlantiche in grado di condurre brevi impulsi freddi da nord/nord ovest verso l’Italia, ben più probabili, sul bacino centrale del mar Mediterraneo avremo ancora una circolazione atmosferica prevalentemente anticiclonica con sole, nebbie e gelate, per il resto poche nubi e scarsissime precipitazioni concentrate per lo più sul centro sud adriatico.
Image Scendendo ancor più nelle specifico, questo è quanto previsto attualmente per i prossimi giorni. Nelle prossime ore assisteremo ad un’espansione dell’anticiclone atlantico sui settori euro mediterranei centro occidentali mentre la grande circolazione depressionaria semipermanente nord atlantica interesserà l’Europa settentrionale. Sull’Italia quindi, fino alla giornata di Natale, la pressione atmosferica in aumento garantirà condizioni atmosferiche stabili con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso, nebbie e gelate notturne nelle valli ed aree pianeggianti soprattutto del centro nord. Temperature minime in calo e massime in lieve aumento, venti deboli o temporaneamente moderati provenienti in prevalenza dai quadranti nord orientali. Lunedì 26 dicembre, l’avvicinamento all’arco alpino di un fronte freddo nord atlantico, causerà la temporanea attivazione di correnti sud occidentali di richiamo, miti ed umide, che come primo effetto avranno quello di produrre banchi di nubi basse sulle regioni tirreniche centro settentrionali ed un più generale aumento delle nebbie. Martedì 27 dicembre il fronte freddo raggiungerà l’Italia causando una rotazione delle correnti da sud ovest a nord est con afflusso di aria fredda di origine artica, si formeranno nubi soprattutto lungo l’Appennino e sulle regioni adriatiche con qualche locale, breve precipitazioni, nevose fino a quote medio basse. Temperature in calo e venti nord orientali in intensificazione. Mercoledì 28 dicembre ulteriore afflusso di aria fredda ma più asciutta con ampi rasserenamenti da nord verso sud, temperature in ulteriore calo e venti di tramontana in intensificazione.
Successivamente, ancora alta pressione con correnti da nord est in attenuazione tra il 29 ed il 30 dicembre tanto che torneranno gelate e nebbie nelle valli del centro nord. L’anticiclone sopra l’Italia probabilmente toccherà la sua massima forza nella giornata di sabato 31 dicembre con nebbie anche persistenti nelle valli fino a domenica 1° gennaio 2017, temperature in aumento in collina e montagna, in calo nei fondovalle, scarsa ventilazione nord orientale.
Qualcosa potrebbe cambiare ad inizio gennaio, prima dell’Epifania, con correnti fredde settentrionali che potrebbero investire più direttamente il bacino centrale del mar Mediterraneo dando luogo alla formazione sopra l’Italia di un sistema depressionario con inizio di una fase fredda invernale più seria e buone precipitazioni, ma per ora restiamo nel campo delle ipotesi, ne riparleremo nei prossimi giorni.
 
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