In arrivo un primo assaggio di tepore primaverile ma da metà marzo ancora neve in Appennino Stampa E-mail
Con il mese di marzo siamo entrati in uno dei periodi dell’anno con condizioni atmosferiche più variabili, una vivacità meteorologica dovuta al passaggio dalla stagione fredda alla primavera, spesso con un’evoluzione atmosferica caratterizzata da assaggi mitezza quasi estiva e rapide ricadute invernali. L’aria fredda infatti è ancora ben presente alle latitudini settentrionali, contemporaneamente l’aria alle medie latitudini è in fase di rapido riscaldamento per il deciso incremento delle ore con presenza di sole durante il giorno. Pensiamo solo che sul centro Italia, a metà marzo, la durata della notte scende sotto le 12 ore mentre a metà dicembre è intorno alle 15 ore, quindi dal clou della notte invernale abbiamo attualmente circa 3 ore di soleggiamento in più in giornate con cielo sereno o poco nuvoloso. Nei prossimi giorni questa estrema variabilità marzolina sarà piuttosto evidente, in sole 48/72 ore passeremo infatti da giornate nuvolose e piovose con neve fin sugli 800/1000 metri di quota, temperature spesso inferiori agli 6°C/8°C in alcuni dei principali centri cittadini appenninici e sensazione di freddo acuita da una vivace ventilazione, a giornate con sole, scarsa ventilazione e temperature che negli stessi centri cittadini sfioreranno i 16°/18°C.
Attualmente l’Italia è ancora interessata da una circolazione depressionaria di origine nord atlantica e seguita da aria fredda artica che, nelle ultime 48 ore, ha portato molte nubi, piogge, temporali e nevicate fin sui 600/800 metri di quota, localmente abbondanti sopra i 1300 metri di quota. Nelle prossime ore il centro depressionario si porterà nei pressi della Grecia mentre da ovest avanzerà sulle regioni alpine l’anticiclone atlantico. Il cielo tornerà quindi a presentarsi sereno o poco nuvoloso sul nord Italia, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, migliora con rasserenamenti anche sulle Marche mentre su Abruzzo, Molise e sud Italia dovremo attendere il pomeriggio/sera per registrare un miglioramento atmosferico più significativo con tendenza cessazione delle precipitazioni, nubi in calo e schiarite. Sull’Appennino abruzzese e molisano continuerà a nevicare ancora per qualche ora sopra gli 800-1000 metri di quota, sull’Appennino meridionale oltre i 1200 – 1400 metri di quota. Giovedì 9 marzo correnti sostanzialmente asciutte settentrionali con cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte d’Italia, transito di banchi di nubi stratificate sul Triveneto e sulle Alpi. Tra venerdì 10 e sabato 11 marzo correnti ancora settentrionali con curvatura anticiclonica garantiranno cielo sereno o poco nuvoloso su tutta l’Italia. Temperature in deciso aumento soprattutto giovedì 9 marzo poi in lento calo. Venti settentrionali, deboli o moderati al nord, moderati o forti al sud , ovunque in attenuazione.
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Nella giornata di domenica 12 marzo però, l’anticiclone presente sopra i settori euro mediterranei ei centro occidentali tenderà a retrocedere verso ovest portandosi in aperto oceano Atlantico, aprendo la strada verso l’Italia ad un impulso perturbato freddo nord atlantico che attraverso la Francia raggiungerà l’alto mar Tirreno dove favorirà l’approfondimento di un nuovo centro depressionario. Quest’ultimo si muoverà, lunedì 13 marzo, verso la Sardegna poi, martedì 14 marzo, verso oriente, raggiungendo il basso mar Adriatico dove insisterà in loco per l’intera giornata di mercoledì 15 marzo. Durante questo tragitto produrrà molte nubi e precipitazioni che interesseranno soprattutto il centro sud, inoltre richiamerà a se a ria fredda proveniente dall’Europa orientale con quota neve che scenderà lungo l’Appennino fin sui 1000 – 1300 metri.
Un parziale, temporaneo miglioramento atmosferico, soprattutto sull’Italia centro settentrionale, è probabile nella giornata di giovedì 16 marzo, in attesa dell’arrivo sulla nostra penisola di una seconda e forse più intensa perturbazione nord atlantica a carattere freddo che, lungo l’Appennino, potrebbe prolungare la fase con condizioni atmosferiche instabili o perturbate fino a domenica 19 marzo. Soprattutto sopra i 1300/1500 metri di quota potremo quindi avere accumuli nevosi abbondanti, tra lunedì 13 e sabato 18 marzo, specie sui versanti adriatici, ciò permetterebbe un prolungamento della stagione sciistica appenninica fino a fine marzo, in particolare se venisse confermata una possibile fase anticiclonica a partire da lunedì 20 marzo fino a gran parte dell’ultima decade del mese in corso.
 
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