Prima metà di luglio con intensa ondata di caldo, siccità che si accentua soprattutto al centro sud Stampa E-mail
Negli ultimi giorni anche i modelli climatici europei o nord americani che fino a fine giugno ipotizzavano un luglio più piovoso di giugno e non molto caldo, stanno rivedendo le loro valutazioni. Queste ultime erano basate essenzialmente sul fatto che il fenomeno “El Nino”, garanzia di estati molto calde, correlazione quasi sempre rispettata nell’ultimo trentennio, non dovesse intervenire sullo scenario climatico globale fino almeno al prossimo autunno. Il caldo ben sopra le medie, secondo solo al 2003, avuto nel giugno appena terminato, ed il caldo, con valori massimi anche superiori, atteso per i prossimi giorni di luglio, sembrano oramai non tener conto di nulla in particolare, se non ad un trend globale che vede il nostro pianeta “surriscaldarsi”. E naturalmente quanto gli equilibri vengono meno, specie verso il caldo, i fenomeni atmosferici tendono ad estremizzarsi, in estate ciò risulta evidente con ondate di caldo più numerose ed intense.
La fase siccitosa in Italia si trascina da fine 2016, buona parte della dorsale appenninica finora si è difesa grazie alle abbondanti nevicate di gennaio ed a qualche perturbazione primaverile che a ridosso dei rilievi montuosi ha dato il meglio di se in termini di precipitazioni. Ma ora, o meglio fin da maggio e giugno, anche le fasi temporalesche si sono ridotte sia come frequenza che come intensità, il tutto accompagnato da temperature ampiamente sopra le medie del periodo. Tutto ciò risulta evidente dalla chiara diminuzione di portata delle sorgenti appenniniche e dal livello delle falde, ancor più stressate dall’enorme richiesta di acqua dei fondovalle agricoli e dei centri urbani che ancor di più risentono della siccità.
Ricostruendo quello che è successo da inizio luglio ricordiamo come una circolazione depressionaria ha interessato l’Italia tra venerdì 30 giugno e domenica 2 luglio, con alcuni deboli impulsi perturbati ma soprattutto con aria più fresca nord atlantica che ha riportato le temperature su valori prossimi alle medie del periodo. Nella giornata di lunedì 3 luglio l’ultimo debole impulso perturbato che dalla Francia ha raggiunto l’Italia si è allontanato ad oriente, contemporaneamente l’anticiclone atlantico è avanzato da ovest sui settori euro mediterranei centro occidentali. Nelle ultime 48 ore poi, l’anticiclone è andato consolidandosi sull’intero bacino centrale del mar Mediterraneo garantendo condizioni stabili con cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso praticamente su tutta l’Italia, solo qualche isolato temporale termoconvettivo pomeridiano sulle Alpi.
Image Nei prossimi giorni, grazie ad un flusso di correnti calde meridionali attivato da un piccolo sistema depressionario in arrivo dall’oceano Atlantico sulla penisola iberica, l’anticiclone sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo acquisirà sempre più, al suolo ed in quota, una componente afro mediterranea. Questa fase calda, o meglio ancor più calda dell’attuale, dovrebbe raggiungere il proprio apice tra sabato 8 e mercoledì 12 luglio anche se temperature massime su valori simili a quelli registrati durante l’ultima decade di giugno si raggiungeranno già nella giornata di domani venerdì 7 luglio. Le regioni che soffriranno più il caldo saranno quelle centro meridionali ed in particolare quelle tirreniche dove nell’entroterra si raggiungeranno valori massimi anche superiori ai 40°C con punte di 43°C/44°C su Sicilia e Sardegna. In pratica un’ondata di caldo di quelle pesanti. Sul nord Italia le temperature raggiungeranno valori meno elevati ma l’umidità in aumento, soprattutto sui settori padani, porterà la percezione del caldo sui livelli delle aree più calde del centro sud. Solo sulle Alpi, localmente e temporaneamente, si respirerà aria un po’ più fresca grazie al verificarsi di qualche temporale pomeridiano e serale.
Anche in Appennino farà caldo, a 1500 metri di quota saranno superati i 25°C e nei centri urbani di fondovalle saranno superati i 30°C con scarsa ventilazione. I temporali pomeridiani che potranno smorzare localmente e temporaneamente il caldo saranno davvero pochi, isolati, possibili praticamente solo sui settori centro settentrionali della dorsale appenninica.
Quando cesserà questa pesante ondata di caldo? Attualmente le ultime proiezioni di modelli meteorologici a lungo termine ipotizzano una “rinfrescata”, o per meglio dire un calo delle temperature fin su valori poco superiori alle medie del periodo, intorno al 15 luglio, senza comunque precipitazioni significative. Quindi, dato che la mancanza di piogge continuerà probabilmente ancora per molti giorni, per ultima cosa chiediamo la massima attenzione e vigilanza per quanto riguarda il rischio incendi, la siccità si sta aggravando e la vegetazione è sempre più in affanno.

 
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