Inverno meteorologico che parte con tanta neve in Appennino come mai negli ultimi anni Stampa E-mail
L’inverno meteorologico sta per iniziare e dando uno sguardo alle proiezioni a medio lungo termine dei modelli meteorologici sembra che quest’anno per l’Appennino l’evoluzione atmosferica riservi scenari ben differenti rispetto agli ultimi anni. In realtà già dalla fine della seconda decade di novembre la dorsale appenninica ha potuto beneficiare di nevicate, localmente abbondanti soprattutto sui settori settentrionali tanto che alcune località sciistiche dell’Appennino tosco emiliano romagnolo sono riuscite ad aprire la stagione con largo anticipo, cosa che non accadeva da alcuni anni. Negli ultimissimi giorni altre nevicate da nord a sud hanno imbiancato l’Appennino, in alcuni casi fino a quote basse, seguite da giornate soleggiate ma fredde, in poche parole un clima tipicamente invernale.
In queste ore un l’arrivo sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo di una nuovo esteso fronte freddo artico nord atlantico determina l’approfondimento sopra l’Italia di un nuovo centro depressionario che sta già producendo nubi e precipitazioni al centro nord, più frequenti ed intense sui settori tirrenici centrali. La quota delle nevicate è in aumento, a causa dell’attivazione di venti più miti ed umidi sud occidentali, attestandosi tra i 1100 – 1400 metri sull’Appennino settentrionale, 1300 – 1600 metri sull’Appennino centrale. Giovedì 30 novembre il sistema depressionario sposterà il proprio centro principale dall’Italia verso nord est fin sull’Europa orientale, sulla nostra penisola affluiranno correnti settentrionali, più fredde ma anche decisamente meno instabili, con conseguente generale, parziale miglioramento atmosferico. Venerdì 1° dicembre l’arrivo sulle regioni nord occidentali italiane di un più corposo impulso di aria fredda artica causerà la formazione di un nuovo centro depressionario sopra il mar Tirreno settentrionale con generale peggioramento atmosferico che si protrarrà anche nella giornata di sabato 2 dicembre, caratterizzato dalla presenza di molte nubi da nord a sud, precipitazioni frequenti e localmente intense, nevose fino a quote basse al centro nord, a quote medie al sud. Sull’Appennino settentrionale la neve potrà cadere anche fin sui 200-400 metri di quota, su quello centrale 400 – 600 metri di quota, meridionale 700 – 1000 metri di quota.

Image Domenica 3 dicembre il centro di bassa pressione sarà posizionato sul medio mar Tirreno e richiamerà a se ulteriore aria fredda con correnti nord orientali sulle regioni centro settentrionali, mentre al sud ancora correnti instabili mediamente occidentali, nord occidentali sulla Sardegna. Miglioramento atmosferico quindi sulle regioni alpine e gran parte dei settori padani in estensione alle regioni centrali tirreniche, ancora molte nubi e precipitazioni su Romagna, centro adriatico ed al sud con nevicate a quote basse sull’Appennino centro settentrionale, 900 – 1100 metri sull’Appennino meridionale. Lunedì 4 dicembre il sistema depressionario tenderà ad allontanarsi ad oriente, il miglioramento atmosferico si estenderà a tutto il centro nord Italia ed alla Sardegna mentre nubi e residue precipitazioni insisteranno al sud, nevose sull’appennino meridionale fin sui 600 – 800 metri di quota. Martedì 5 dicembre la pressione atmosferica aumenterà da ovest un po’ su tutta l’Italia garantendo un miglioramento atmosferico anche al sud e cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso al centro nord, con scarsa ventilazione settentrionale e gelate mattutine.
Quanto invece potrà accadere da mercoledì 6 e soprattutto nei giorni successivi, quelli del ponte dell’Immacolata, per ora non è possibile stabilirlo con certezza dato che le elaborazioni modellistiche non sono molto concordi, possiamo quindi proporre solo delle ipotesi. Quella attualmente, da noi, più “accreditata” vede ancora resistere la posizione di blocco dell’anticiclone atlantico con discesa di un nuovo fronte freddo artico fin sull’Italia tra mercoledì 6 e giovedì 7 con formazione dell’ennesimo centro depressionario sopra la nostra penisola tra giovedì 7 e venerdì 8 dicembre. Questa nuova perturbazione non sembra poter produrre precipitazioni abbondanti se non temporaneamente al sud e sulle regioni adriatiche nel momento in cui, con centro depressionario in rapido spostamento verso sud, si attiveranno le fredde correnti nord orientali. Di relativamente certo sembra però che fino almeno a domenica 10 dicembre le temperature sull’Italia si manterranno su valori inferiori alle medie del periodo con correnti prevalentemente settentrionali a farla da padrone.

 
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