La primavera inizia con freddo e nevicate abbondanti in Appennino Stampa E-mail
Negli ultimi articoli abbiamo più volte parlato di quanto accaduto in stratosfera durante le prime due decadi di febbraio e delle successive, dirette ripercussioni di questi eventi anche in troposfera nell’ultima decade dello stesso mese. Abbiamo allo stesso tempo sottolineato come tutto ciò sta condizionando pesantemente la parte finale dell’inverno e probabilmente condizionerà anche gran parte della stagione primaverile. I due consecutivi, intensi stratwarming, con split del Vortice Polare, hanno infatti prodotto una sostanziale modifica della posizione delle aree di maggior concentrazione dell’aria fredda polare e dei nuclei di vorticità dello stesso Vortice Polare. Come primaria conseguenza, questa nuova disposizione del Vortice Polare nel nostro emisfero, agevola e probabilmente agevolerà ancora per molto tempo, anche se non in maniera continuativa, la formazione di una robusta ed ampia circolazione anticiclonica a latitudini polari e sub polari nord atlantiche, tra Canada orientale e Scandinavia. Da ciò ne deriva anche il transito di aree depressionarie alle medie latitudini, spesso alimentate da aria fredda in discesa sul fianco orientale e meridionale delle aree anticicloniche prima descritte, quindi sull’Europa centro orientale con successiva retrogressione fin sull’Inghilterra e la Francia. Anche le frequenti piogge sull’Italia della prima decina di giorni del mese di marzo non sono altro che la conseguenza di questo schema circolatorio. L’aria gelida artico siberiana discesa fin nel cuore dell’Europa a fine febbraio, dopo aver interessato in parte anche l’Italia, muovendosi verso occidente, è andata ad intensificare una vasta area depressionaria atlantica stazionante poco ad ovest delle coste occidentali europee. Quest’area di bassa pressione poi, a più riprese, senza nessun ostacolo, ha inviato una serie di perturbazioni verso il bacino centrale del Mar Mediterraneo con precipitazioni abbondanti anche sul territorio italiano. Questo tipo di circolazione atmosferica, con circolazione prevalentemente anticiclonica dalla costa orientale del Nord America fino alla Scandinavia, ed aree di bassa pressione alle medie latitudini atlantiche fin sui settori euro mediterranei, probabilmente persisterà per l’intero mese di marzo attenuandosi progressivamente nel mese di aprile ed ancor più in maggio, ciò andrebbe d’accordo con le proiezioni climatiche attuali che ipotizzano un trimestre primaverile abbastanza piovoso.
Image Attualmente un vasto ed intenso sistema di bassa pressione, centrato poco ad ovest dell’Irlanda, tende ad intensificarsi ed a produrre una rotazione del proprio asse che si dispone temporaneamente lungo i meridiani. Ciò determinerà un altrettanto temporaneo aumento della pressione atmosferica sul bacino centro occidentale del mar Mediterraneo con una conseguente significativa attenuazione dell’instabilità atmosferica sull’Italia dove comunque, nelle prossime ore, persisteranno correnti umide e relativamente miti meridionali in grado di produrre locali addensamenti ed isolate piogge a ridosso dei rilievi montuosi prealpini ed appenninici. Giovedì 15 marzo l’intenso ed esteso sistema depressionario atlantico ruoterà ulteriormente in senso antiorario il proprio asse, espandendosi verso sud est e quindi pilotando verso l’Italia una nuova perturbazione con conseguente nuovo generale peggioramento atmosferico a partire dalle regioni settentrionali e centrali tirreniche. La perturbazione sarà accompagnata da un’intensificazione delle correnti miti ed umide meridionali con neve a quote medie sulle Alpi ed a quote alte in Appennino. Venerdì 16 marzo temporanea attenuazione dell’instabilità atmosferica che rimarrà comunque presente soprattutto sulle regioni tirreniche, quota neve in lieve calo al centro nord. Sabato 17 marzo formazione di un centro depressionario tra la penisola italiana e la penisola balcanica, questo si approfondirà grazie al contributo di aria fredda in discesa dall’artico russo nord occidentale e dalla Finlandia fin sull’Europa centro orientale, con conseguente nuovo generale, intenso peggioramento delle condizioni atmosferiche sull’Italia. Sabato 17 marzo precipitazioni abbondanti al nord ovest, centro Italia e sud tirrenico, meno frequenti sul reto d’Italia, domenica generale attenuazione delle precipitazioni ma ancora instabilità atmosferica debole o moderata da nord a sud. Temperature e quota neve in generale calo nel fine settimana, già da sabato 17 maro fino a quote basse al nord, a quote medio basse al centro, a quote medie al sud. Durante la prima metà della prossima settimana, molto probabilmente, l’Italia sarà più direttamente interessata dall’aria fredda in discesa dal nord Europa, le regioni italiane diverranno il crocevia di masse d’aria dalle caratteristiche molto differenti con conseguente circolazione depressionaria e frequenti precipitazioni, nevose in Appennino fino a quote basse, fino a fondovalle sui settori settentrionali e localmente centrali, a quote collinari sul resto dell’Appennino centrale e su gran parte di quello meridionale. Durante la seconda metà della prossima settimana invece, molto probabilmente il centri depressionari sis sposteranno più ad oriente, l’Italia sarà ancora investita da correnti fredde nord orientali con precipitazioni che tenderanno a concentrarsi sui settori adriatici e sulle regioni meridionali.
Concludiamo il nostro articolo ipotizzando una risalita delle temperature intorno al 25 di marzo anche se attualmente non pensiamo si possa passare rapidamente a temperature stabilmente su valori miti primaverili, anzi potremo avere ulteriori ricadute invernali e, come abbiamo sottolineato in precedenza, altre fasi con frequenti ed abbondanti precipitazioni.
 
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